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Pietro Gori,

anarchico pericoloso e gentile

   

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ElbaReport mercoledì 30 aprile 2008


Un grande concerto de "Les Anarchistes" in un piccolo teatro

L’arte, quella vera, riesce a mutare la realtà e così è andata Martedì 29 Maggio a Rio Nell’Elba: le dimensioni fisiche del Teatro Garibaldi di sono dilatate spiritualmente per accogliere i contenuti di una “performance” di un grande gruppo come “Les Anarchistes”, così che le poche decine di persone che erano sufficienti a riempirne gli spazzi sono diventate grande pubblico, grande per il calore che ha saputo esprimere, grande per la capacità di interagire con il mix di musica profondamente popolare e profondamente raffinato espresso dal gruppo nella prima delle sue tre performance elbane.
Una anteprima di lusso quella riese rispetto alla presentazione ufficiale del nuovo CD de Les Anarchistes, quella del pomeriggio del 1° Maggio sui bastioni delle Fortezze di Portoferraio quando la “Kermesse Goriana” dispiegherà a pieno i suoi intenti di “Festa popolare e colta” così come “pericoloso e gentile” è Pietro Gori, il personaggio che si commemora, rieditando un libro e producendo ex-novo un disco derivanti dalla sua vita e dalle profonde tracce lasciate nell’immaginario collettivo degli elbani.
Fortunati comunque quelli che hanno potuto assistere alla “nascita” di un lavoro musicale che ha tutte le potenzialità per mettere le ali, proprio come l’anarchico-giramondo e portare anche lontano lontano parole e suoni antichi fusi con ritmi rock, ornati di svisature jazzistiche del sax, impreziositi dai virtuosismi vocali dei due cantanti, sorretti dalle certe fondamenta elettroniche delle tastiere e martellati da una chitarra a tratti struggente a tratti incazzata.
Si dice spesso con un luogo comune di uno spettacolo riuscito, che va a toccare le nostre corde intime ".. che toglie il fiato”, non è il caso di quello presentato al "Garibaldi", che al contrario fa venire voglia di riempire i polmoni di aria libertaria e di “respirar armonicamente cantando”, sentendosi vicini e fusi tanto con il “gagliardo che lotta e lavora” tanto col il “veggente poeta che muor”.
Un grazie dell’intelligenza a “Les Anarchiste”, insieme ad un grazie che nasce dall’essenza profonda dell’Elba dal suo passato e dalle sue viscere di granito e di ferro, e dal suo mare sul quale gli elbani di oggi, come quelli di ieri debbono gettare ponti di fratellanza. Un grazie dal mare che solo i superficiali vivono esclusivamente come barriera, essendo anche contemporaneamente una strada che può condurre in qualsiasi parte del mondo.
Sul mare che non ha padroni, né confini, né barriere si possono mescolare allora i canti anarchici che parlano di Catalogna di Provenza e di Isola d’Elba e farli suonare come lingua universale.


sr-pp